BARONE PIZZINI
Rosé Edizione 2022 di Barone Pizzini è un Franciacorta di grande carattere, costruito quasi interamente sul Pinot Nero.
Già il colore lascia intuire una personalità più decisa rispetto a molti Rosé. Al palato emerge soprattutto una componente minerale molto evidente, che abbiamo collegato durante la visita alle caratteristiche dei vigneti e in particolare a Pian delle Viti, la parcella più alta dell’azienda.
È un Rosé decisamente gastronomico, capace di accompagnare piatti strutturati e persino preparazioni a base di carne.
Abbiamo degustato Rosé Edizione 2022 come ultimo vino del percorso.
Dopo la freschezza citrica di Animante e l’eleganza del Satèn, il Rosé ha mostrato il volto più strutturato e gastronomico della degustazione.
→ Scopri il racconto completo della nostra visita a Barone Pizzini
La prima cosa che colpisce è il colore.
Il Rosé presenta una tonalità decisa e sostanziosa, coerente con la presenza quasi assoluta di Pinot Nero nella cuvée.
Il profilo al palato è strutturato, ma ciò che abbiamo percepito maggiormente è soprattutto una forte mineralità.
Il sorso mantiene tensione e freschezza pur avendo un corpo più importante rispetto agli altri vini degustati.
È proprio questa combinazione tra struttura e mineralità a renderlo interessante a tavola.
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Cantina | Barone Pizzini |
| Denominazione | Franciacorta DOCG |
| Tipologia | Rosé |
| Edizione | 2022 |
| Uve | Pinot Nero 96%, Chardonnay 4% |
| Provenienza | Vigneti aziendali, tra cui Pian delle Viti |
| Affinamento sui lieviti | Circa 31 mesi per la bottiglia degustata |
| Residuo zuccherino | Circa 2,2 g/l |
| Lavorazione | Metodo Classico |
Il Rosé ci è piaciuto perché esce dall’idea di uno spumante rosato necessariamente leggero o destinato soltanto all’aperitivo.
La presenza del 96% di Pinot Nero gli conferisce struttura e personalità, mentre la mineralità mantiene il sorso teso e dinamico.
È un vino che invita immediatamente a pensare alla cucina.
Uno degli elementi che più ci ha incuriositi è il legame con Pian delle Viti.
Durante la visita ci è stato raccontato che questo vigneto raggiunge circa 330 metri sul livello del mare, risultando tra i più elevati dell’azienda.
La sua origine geologica è legata a un antico ambiente marino, elemento al quale Barone Pizzini collega una parte della marcata mineralità percepibile nei vini provenienti da questa zona.
Altitudine e caratteristiche del terreno contribuiscono quindi a costruire un Rosé nel quale la struttura del Pinot Nero rimane sostenuta da freschezza e tensione.
La cuvée è composta per il 96% da Pinot Nero e soltanto per il 4% da Chardonnay.
È una scelta che definisce nettamente il carattere del vino.
Il Pinot Nero porta struttura, profondità e una presenza importante al palato, rendendo il Rosé particolarmente adatto agli abbinamenti gastronomici.
La piccola componente di Chardonnay contribuisce invece all’equilibrio complessivo della cuvée.
Questo è probabilmente il vino più gastronomico tra quelli degustati.
Lo consigliamo con:
È un Franciacorta Rosé capace di accompagnare tranquillamente anche preparazioni che normalmente verrebbero abbinate a un vino fermo.
Pian delle Viti si trova a circa 330 metri sul livello del mare ed è uno dei vigneti più elevati di Barone Pizzini.
Durante la visita, le caratteristiche del luogo e la sua particolare origine geologica sono state indicate tra gli elementi che contribuiscono alla forte componente minerale percepita nei vini provenienti da questa zona.
Il Rosé 2022 mi ha colpito innanzitutto per il colore, decisamente più importante rispetto a quello di molti Franciacorta Rosé.
Al palato ho trovato soprattutto una forte mineralità, accompagnata da una struttura evidente legata alla presenza quasi totale di Pinot Nero.
È un vino che secondo me trova la propria dimensione migliore a tavola.
Lo vedo molto bene con tartare, ragù, arrosti e piatti saporiti, perché possiede sufficiente carattere per sostenere preparazioni importanti senza perdere freschezza.
Tra i tre vini degustati, è quello che più chiaramente rompe l’idea del Franciacorta Rosé come semplice vino da aperitivo.
Abbinamento: tartare, carni rosse, arrosti, ragù e piatti saporiti
Residuo zuccherino: circa 2,2 g/l
Lavorazione: Metodo Classico
Zona di produzione: Franciacorta DOCG
Temperatura di servizio: 8–10 °C