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Cos'è l'Extra Dry?

Cos'è l'Extra Dry?

Tra le diciture presenti sulle etichette degli spumanti, Extra Dry è probabilmente una delle più fraintese.

Molti consumatori pensano infatti che un Extra Dry sia più secco di un Brut oppure che il termine indichi uno spumante particolarmente ricco di bollicine.

In realtà nessuna delle due interpretazioni è corretta.

L'Extra Dry identifica semplicemente una categoria di dosaggio legata alla quantità di zucchero residuo presente nel vino.

Perché si chiama Extra Dry se è meno secco del Brut?

È una delle curiosità più sorprendenti del mondo delle bollicine.

Nonostante il nome possa far pensare al contrario, un Extra Dry contiene generalmente più zucchero di un Brut.

Si tratta di una classificazione storica che oggi può risultare poco intuitiva, ma che continua a essere utilizzata in tutta Europa.

Per questo motivo è importante non lasciarsi guidare esclusivamente dal nome riportato in etichetta.

Cosa significa Extra Dry?

La dicitura Extra Dry identifica uno spumante con un contenuto zuccherino compreso tra 12 e 17 grammi per litro.

Pur contenendo una quantità di zucchero superiore rispetto a Brut ed Extra Brut, viene ancora considerato uno spumante secco.

L'obiettivo non è creare un vino dolce, ma offrire maggiore morbidezza e rotondità al palato.

Extra Dry indica anche le bollicine?

Assolutamente no.

Un altro errore molto comune consiste nel pensare che Extra Dry indichi quanto uno spumante sia "gasato" o ricco di bollicine.

La dicitura non ha alcun legame con:

  • pressione in bottiglia
  • intensità del perlage
  • quantità di anidride carbonica
  • differenza tra spumante e vino frizzante

Extra Dry indica esclusivamente il contenuto zuccherino dello spumante.

Dove si colloca nella scala dei dosaggi?

Tra le principali categorie troviamo:

  • Dosaggio Zero / Pas Dosé
  • Extra Brut
  • Brut
  • Extra Dry
  • Dry
  • Demi-Sec

L'Extra Dry si colloca quindi dopo il Brut e prima del Dry.

L'Extra Dry nel mondo del Prosecco

Per molti anni l'Extra Dry è stato il dosaggio simbolo del Prosecco.

Grazie al suo equilibrio tra freschezza e morbidezza, è stato a lungo lo stile più rappresentativo di molte produzioni di:

  • Prosecco DOC
  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG
  • Asolo Prosecco DOCG

Negli ultimi anni il Brut ha conquistato una quota crescente di mercato, ma l'Extra Dry continua a rappresentare una parte importante della tradizione produttiva del territorio.

Che caratteristiche ha un Extra Dry?

Nel calice un Extra Dry può esprimere:

  • freschezza
  • morbidezza
  • equilibrio
  • profumi floreali
  • note di mela e pera
  • piacevolezza immediata

La presenza di una maggiore quantità di zuccheri residui contribuisce a rendere il sorso più rotondo e accessibile.

Con quali piatti si abbina?

Grazie alla sua versatilità l'Extra Dry accompagna molto bene:

  • aperitivi
  • finger food
  • salumi delicati
  • crostacei
  • cucina asiatica
  • torte salate
  • formaggi freschi

Per questo motivo viene spesso scelto come vino da aperitivo o da condividere in occasioni conviviali.

Perché è così apprezzato?

L'Extra Dry rappresenta un punto di incontro tra freschezza e morbidezza.

Pur mantenendo la vivacità tipica degli spumanti, offre una sensazione più avvolgente rispetto alle categorie più secche.

Questa caratteristica ha contribuito al suo successo e lo ha reso per molti anni uno dei dosaggi più diffusi nel mondo del Prosecco.

Una dicitura che inganna

Se c'è una lezione che l'Extra Dry insegna, è che nel mondo delle bollicine il nome riportato in etichetta non sempre racconta tutta la storia.

Nonostante il termine possa suggerire il contrario, un Extra Dry contiene più zucchero di un Brut e non ha alcun legame con la quantità di bollicine presenti nel vino.

Conoscerne il significato permette di scegliere con maggiore consapevolezza la bottiglia più adatta ai propri gusti.

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