Quando si parla di grandi bollicine, uno dei termini che ricorre più spesso è Metodo Classico. Si tratta del metodo di produzione utilizzato per alcuni degli spumanti più prestigiosi al mondo, tra cui Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa e Champagne.
La sua caratteristica principale è la seconda fermentazione in bottiglia, un processo che richiede tempo, pazienza e grande attenzione in ogni fase produttiva.
È proprio questo lungo percorso a contribuire alla nascita di vini complessi, eleganti e capaci di evolvere nel tempo.
Il Metodo Classico è un sistema di spumantizzazione nel quale la presa di spuma, cioè la formazione naturale delle bollicine, avviene direttamente all'interno della bottiglia.
Dopo la produzione del vino base vengono aggiunti lieviti e zuccheri. Questo avvia una seconda fermentazione durante la quale si sviluppa anidride carbonica che, non potendo fuoriuscire, rimane disciolta nel vino creando il perlage.
È questo processo che distingue il Metodo Classico da altri sistemi di produzione degli spumanti.
Il termine Metodo Classico viene utilizzato in Italia per identificare il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia.
In passato era frequente trovare la definizione "Metodo Champenoise", oggi riservata esclusivamente ai vini prodotti nella regione francese dello Champagne.
Per questo motivo le denominazioni italiane utilizzano la dicitura Metodo Classico per indicare lo stesso principio produttivo.
Oggi il termine Metodo Classico identifica quindi il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia utilizzato da alcune delle più prestigiose denominazioni spumantistiche del mondo.
La produzione di uno spumante Metodo Classico richiede numerosi passaggi.
Tutto inizia con la raccolta delle uve e la produzione del vino base che costituirà il punto di partenza della futura cuvée.
Il vino viene imbottigliato con l'aggiunta di lieviti e zuccheri selezionati attraverso una miscela chiamata liqueur de tirage.
Ha così inizio la seconda fermentazione in bottiglia e la formazione delle bollicine.
Terminata la fermentazione, il vino rimane a contatto con i lieviti per mesi o addirittura anni.
È durante questa fase che si sviluppano molti degli aromi caratteristici del Metodo Classico.
Questa fase, chiamata remuage, consiste nella graduale rotazione e inclinazione delle bottiglie per convogliare i depositi verso il collo.
La fase della sboccatura (dégorgement) permette di eliminare i depositi accumulati durante l'affinamento.
Prima della chiusura definitiva il produttore può effettuare il dosaggio, aggiungendo una miscela chiamata liqueur d'expédition, utilizzata per definire lo stile finale del vino.
Gli spumanti prodotti con il Metodo Classico sono generalmente riconoscibili per:
Grazie al contatto prolungato con i lieviti possono sviluppare aromi che ricordano:
Tra le principali denominazioni prodotte con questo metodo troviamo:
Ogni territorio interpreta il Metodo Classico secondo la propria tradizione, il clima e i vitigni utilizzati.
La principale differenza riguarda il luogo in cui avviene la seconda fermentazione.
Nel Metodo Classico la rifermentazione avviene direttamente in bottiglia.
Nel Metodo Charmat o Martinotti, invece, la seconda fermentazione si svolge in grandi recipienti a pressione chiamati autoclavi.
Questa differenza influenza tempi di produzione, profilo aromatico e stile del vino.
Se c'è una parola che descrive il Metodo Classico è tempo.
Ogni bottiglia nasce infatti da un lungo percorso fatto di fermentazioni, affinamenti e lavorazioni che possono durare anni.
Per questo motivo il Metodo Classico rappresenta ancora oggi uno dei sistemi di produzione più apprezzati nel mondo delle bollicine e continua a essere il punto di riferimento per alcune delle più prestigiose denominazioni spumantistiche.