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Metodo Franciacorta: come nasce una bottiglia di Franciacorta DOCG

Metodo Franciacorta: come nasce una bottiglia di Franciacorta DOCG

Dietro ogni bottiglia di Franciacorta DOCG si nasconde un lungo percorso fatto di tempo, precisione e cura artigianale. La qualità e l'eleganza che caratterizzano queste bollicine derivano infatti dal Metodo Classico, un processo produttivo che prevede la seconda fermentazione direttamente in bottiglia.

È proprio questo metodo a distinguere il Franciacorta da molti altri vini spumanti e a contribuire alla sua complessità aromatica e alla sua capacità di evolvere nel tempo.

Cos'è il Metodo Franciacorta?

Il Franciacorta viene prodotto esclusivamente con il Metodo Classico, un sistema di spumantizzazione che prevede la rifermentazione in bottiglia.Dopo la produzione del vino base, vengono aggiunti lieviti e zuccheri che permettono l'avvio di una seconda fermentazione. Durante questo processo si sviluppa naturalmente l'anidride carbonica che rimane intrappolata nella bottiglia, dando origine alle caratteristiche bollicine.

Il Metodo Franciacorta rappresenta oggi uno degli elementi distintivi della denominazione e contribuisce a definire lo stile elegante e complesso che caratterizza queste bollicine.

La vendemmia e la selezione delle uve

Tutto inizia nei vigneti della Franciacorta.

Le uve destinate alla produzione del Franciacorta DOCG vengono raccolte con particolare attenzione per preservarne freschezza, acidità ed equilibrio. Le varietà principali utilizzate sono Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

La qualità delle uve rappresenta il punto di partenza fondamentale per ottenere un grande Metodo Classico.

La vinificazione

Dopo la raccolta, le uve vengono pressate delicatamente e il mosto fermenta per trasformarsi in vino.

Nascono così i vini base che costituiranno il punto di partenza per la creazione delle diverse tipologie di Franciacorta.

Ogni produttore seleziona e assembla i vini in funzione dello stile che desidera ottenere.

La presa di spuma

Una volta definito l'assemblaggio, il vino viene imbottigliato con l'aggiunta di lieviti e zuccheri.

Questa fase, chiamata "tiraggio", dà inizio alla seconda fermentazione in bottiglia.

Durante il processo i lieviti trasformano gli zuccheri producendo alcol e anidride carbonica. Non potendo fuoriuscire, il gas si scioglie nel vino creando le bollicine.

L'affinamento sui lieviti

Terminata la seconda fermentazione, le bottiglie rimangono a riposo per lunghi periodi nelle cantine.

È durante questa fase che il vino sviluppa gran parte della propria complessità aromatica.

Il contatto prolungato con i lieviti contribuisce alla formazione di profumi che possono ricordare pane, crosta di pane, pasticceria, frutta secca e note evolutive particolarmente apprezzate dagli appassionati.

L'affinamento rappresenta uno degli elementi che più caratterizzano il Metodo Franciacorta.

Il remuage

Al termine dell'affinamento le bottiglie vengono gradualmente ruotate e inclinate.

Questa operazione, chiamata remuage, permette ai depositi dei lieviti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

In passato veniva eseguita manualmente utilizzando particolari cavalletti chiamati pupitres. Oggi molte aziende utilizzano sistemi meccanizzati che garantiscono precisione e uniformità.

La sboccatura

Quando tutti i depositi si sono concentrati nel collo della bottiglia si procede alla sboccatura.

Il collo della bottiglia viene congelato e il deposito viene espulso grazie alla pressione interna.

Il vino risulta così limpido e pronto per la fase successiva.

Il dosaggio

Dopo la sboccatura il produttore può aggiungere una piccola quantità di vino e liqueur d'expédition per definire lo stile finale del Franciacorta.

In base alla quantità di zucchero residuo si ottengono diverse tipologie, dal Pas Dosé fino alle versioni più morbide e rotonde.

Un processo che richiede tempo

Uno degli aspetti che distingue il Metodo Franciacorta è il tempo.

Ogni fase richiede attenzione, esperienza e lunghi periodi di attesa. È proprio questo approccio a permettere la nascita di vini eleganti, complessi e capaci di raccontare il territorio da cui provengono.

Metodo Franciacorta e Metodo Charmat: qual è la differenza?

La principale differenza tra il Metodo Franciacorta e il Metodo Charmat riguarda il luogo in cui avviene la seconda fermentazione.

Nel Franciacorta la rifermentazione avviene direttamente in bottiglia, mentre nel Metodo Charmat si svolge in grandi recipienti a pressione chiamati autoclavi.

Questa differenza influisce sul profilo aromatico, sulla struttura e sullo stile finale del vino.

Un metodo che racconta il territorio

Il Metodo Franciacorta non è soltanto una tecnica produttiva. È il risultato di una tradizione costruita nel tempo e della volontà di valorizzare un territorio che oggi rappresenta una delle eccellenze del panorama spumantistico italiano.

Conoscere il Metodo Franciacorta significa comprendere meglio il lavoro che si nasconde dietro ogni bottiglia e apprezzare ancora di più il legame tra vigneto, cantina e territorio.

Approfondisci:

• Cos'è il Franciacorta DOCG
• Storia della Franciacorta
• Franciacorta Satèn
• Franciacorta Rosé
• Franciacorta Millesimato
• Franciacorta Riserva

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